Il rogito, per legge, deve avere la forma scritta e deve essere
redatto dinanzi ad un notaio. La legge inoltre ha stabilito che nel rogito siano indicati eventuali vincoli e
limiti del procedimento di alienazione del bene, la provenienza del bene stesso ossia l'indicazione del
precedente passaggio di proprietà, le clausole contenute nell'eventuale precedente contratto preliminare e,
per finire, una descrizione dettagliata del bene venduto. Riguardo a quest'ultimo punto si precisa che il
legislatore non ha indicato quelli che sono gli elementi che obbligatoriamente devono essere presenti in
una descrizione.
Le consuetudini che si sono affermate nel corso del tempo hanno tuttavia definito quella che
potrebbe essere una buona descrizione del bene alienato da collocare nel rogito. Chiaramente l'obiettivo
della descrizione è quello di consentire la corretta identificazione del bene venduto.
Vanno quindi indicate
le proprietà con cui la casa confina e i dati del catasto, ma andrebbero anche allegati disegni e piantine non
solo dell'immobile in senso stretto ma anche dei cosiddetti "accessori", come ad esempio eventuali cantine,
solai, box per auto.
Quali documenti devono essere presentati dal venditore in fase di rogito?
Prima della sottoscrizione
dell'atto notarile, il venditore è tenuto a presentare alcuni importanti documenti come la carta di identità e
il codice fiscale, il certificato di agibilità, eventuali concessioni in sanatoria, la dichiarazione di conformità
dell'immobile alle norma di sicurezza ed eventuali domande di condono edilizio, corredate delle ricevute di
versamento dell'oblazione. Nel caso in cui l'immobile in questione sia ubicato in un condominio, andrebbe
anche allegata copia del regolamento del condominio.
Dopo la firma del rogito, il notaio stesso procederà alla registrazione del contratto di compravendita nel
registro degli immobili. Una copia registrata dell'atto sarà poi consegnata al venditore, una all'acquirente,
mentre un'altra copia resterà negli archivi del notaio.
Molto spesso quando si sente parlare di rogito
notarile, iniziano i mal di pancia perché, inevitabilmente, si pensa alle spese previste per legge nonché
all'onorario del notaio. Si può tranquillamente dire che la retribuzione del notaio rappresenta uno degli
elementi più fastidiosi di una compravendita immobiliare. Chiaramente l'onorario del notaio è spesso
legato a quello che è il costo complessivo delle vendita di un immobile e va corrisposto, assieme al
rimborso di tutte le spese previste per legge (tasse, diritti, imposte sulla compravendita) al momento della
firma.
A chi spetta il pagamento delle spese notarili necessarie per un rogito?
Come sanno bene le giovani coppie
che debbono acquistare la loro prima casa, tutte le spese sono a carico della parte acquirente, la quale, in
cambio sceglie un notaio di fiducia oppure il notaio con il preventivo più basso, in un contesto generale in
cui comunque i notai sono tenuti a stabilire il loro onorario tenendo presente le indicazioni contenute nelle
tabelle della categoria.
Quali effetti produce un rogito notarile?
Dopo al firma dell'atto notarile il venditore consegna le chiavi
dell'immobile all'acquirente e viene pagato. Chiaramente poiché la maggior parte degli acquirenti non è
nella possibilità di pagare in contati, prima della sottoscrizione di un atto di compravendita immobiliare, è
necessario farsi concedere un mutuo di una banca, i cui foglio contrattuali faranno poi parte integrale del
rogito stesso.